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Manifesto del Gruppo di Acquisto Solidale GAOSIl sistema si sforza di farci credere che il consumo è un fatto banale che riguarda solo noi, i nostri gusti, le nostre voglie, il nostro portafoglio, il nostro diritto a non essere imbrogliati. Un fatto privato da affrontare badando solo al prezzo e alla qualità. Ma non è così. Il nostro consumo riguarda tutta l'umanità poichè dietro a questo nostro gesto quotidiano si nascondono problemi di portata planetaria di natura sociale, politica e ambientale. (F. Gesualdi) |
Ognuno di noi, quando va a fare la spesa, esercita con le sue scelte un potere enorme: il potere del consumatore, ovvero il potere di indirizzare il mercato secondo i propri gusti. La pratica di questo potere secondo un senso di responsabilità verso i propri acquisti viene chiamata "Consumo Critico".
Bisogna però dire che il consumatore "consapevole" quando entra in un supermercato si trova spiazzato: metà dei prodotti sono anonimi e senza storia, mentre l'altra metà evoca attraverso il luogo di produzione o la multinazionale di appartenenza, immagini oscure legate alla distruzione dell'ambiente o allo sfruttamento dei lavoratori. Questa difficoltà può essere superata tramite la consociazione in Gruppi di Acquisto Solidali (GAS). I GAS sono una forma di sopravvivenza per il consumatore critico, che gli consente di usare il suo potere in modo positivo, acquistando prodotti che hanno uno spessore e una storia, realizzati dalle mani di chi si conosce.
I GAS sono quindi per il consumatore critico una pratica di riappropriazione ed utilizzo del suo potere.
Le motivazioni di adesione ad un GAS possono essere diverse. Spesso alla base di questa scelta si trova una critica profonda verso il modello di consumo e di economia ora imperante, insieme alla ricerca di un'alternativa praticabile da subito; altre volte più semplicemente si cercano dei prodotti biologici che costino di meno rispetto ai negozi specializzati.
In generale, comunque, un Gruppo di Acquisto Solidale realizza una concezione alternativa dell'economia, in cui il binomio qualità/prezzo non è il solo aspetto rilevante. Il GAS si chiede soprattutto cosa c'è alle spalle di un determinato bene di consumo: se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che le hanno trasformate, quanto del costo finale serve a remunerare il lavoro e quanto, invece, la pubblicità e la distribuzione; qual è l'impatto sull'ambiente, fino a mettere in discussione il concetto stesso di consumo e il modello di sviluppo che lo sorregge.
Quindi, oltre alla riduzione dei consumi e dei bisogni, i criteri principali elaborati da un GAS nella scelta dei prodotti sono: il rispetto dell'Uomo, dell'Ambiente e l'acquisto da piccoli produttori, possibilmente locali.
Perché i prodotti che si acquistano non devono essere coinvolti nel circuito dell'ingiustizia, ma consentire a molti, oggi esclusi dal modello dominante, di lavorare e partecipare ad un nuovo sviluppo sociale.
L'economia mondiale, nell'era della globalizzazione, sta portando a una corsa verso il fondo nelle condizioni di lavoro: le multinazionali spostano la produzione dove i costi sono più bassi, ovvero dove la manodopera è pagata meno ed i diritti dei lavoratori sono meno rispettati. L'unico modo per uscire da questa corsa verso il fondo che danneggia tutti è richiedere un livello minimo accettabile nelle condizioni di lavoro che debba essere rispettato in qualsiasi parte del mondo.
Preferire i prodotti senza sfruttamento significa aiutare a regolare il mercato del lavoro.
Perché i prodotti che si acquistano devono essere ottenuti nel pieno rispetto della natura e delle sue leggi, valutandone l'impatto sull'ambiente, in termini di risorse consumate, inquinamento, imballaggio, trasporto, rifiuti e quindi preferire prodotti a basso consumo, riciclabili, imballati in confezioni riutilizzabili o riciclabili, realizzati con materiali e colorazioni naturali, che non inquinano, durevoli, facili da riparare, ecc.
Un aspetto molto importante dell'inquinamento del suolo è dovuto all'utilizzo di pesticidi. In questo caso la soluzione del problema passa attraverso la loro riduzione, ovvero nell'utilizzo di prodotti biologici.
Infine il fatto che mangiare cibi sani faccia bene alla salute non può che rafforzare questa esigenza.
I produttori devono essere "piccoli" perché favorire la nascita di aziende e cooperative di lavoro, ad elevata intensità di mano d'opera rispetto alle aziende grandi che sono per lo più ad elevata intensità di capitale fa bene all'economia locale e rafforza quei criteri già elencati nel punto relativo al rispetto dell'Uomo.
I produttori devono essere "locali" perché in tal modo si mantengono vive le culture, si stimola la biodiversità e si realizza anche un vantaggio economico sia per il produttore che per il consumatore evitando gli intermediari.
Inoltre con la vicinanza tra produttore e consumatore si minimizza l'impatto ambientale legato al trasporto e agli imballaggi e infine viene stimolata la partecipazione dei consumatori alle scelte dei produttori in quanto diventa possibile conoscerne, influenzarne e controllarne i metodi di produzione e gestione in maniera diretta.
Proprio quest'ultima caratteristica di partecipazione è forse l'elemento più significativo dei Gruppi di Acquisto Solidale, che permette di realizzare una concezione dell'economia più vicina alle esigenze reali dell'uomo e dell'ambiente, formulando un'etica del consumare in modo critico, che unisce le persone invece di dividerle, che mette in comune tempo e risorse invece di tenerli separati, che porta alla condivisione invece di richiudere ciascuno in un proprio mondo, in un clima di reciproca fiducia: una cultura della convivialità.
Il funzionamento di base di un gruppo di acquisto solidale è abbastanza semplice: tramite incontri periodici i partecipanti al gruppo definiscono i criteri da utilizzare nella scelta dei prodotti e dei produttori e di conseguenza arrivano a definire una lista di prodotti (il listino) su cui intendono eseguire gli acquisti collettivi.
In base a questa lista, le diverse famiglie o persone compilano periodicamente un ordine; gli ordini vengono quindi raccolti e sommati per definire un ordine di gruppo che viene trasmesso al produttore.
Quando arriva la merce ordinata, questa viene suddivisa tra le famiglie che appartengono al gruppo e ognuno paga per la sua parte.
Attraverso una suddivisione dei compiti all'interno del gruppo, è possibile mantenere i contatti diretti con i produttori e aggiornare la lista di prodotti su cui eseguire l'ordine.
L'organizzazione del nostro gruppo è "partecipata", nel senso che non c'è una persona dedicata alla gestione dei prodotti e degli ordini, ma ciascuno di noi gestisce le relazioni con un determinato produttore e si occupa degli ordini a quel produttore per tutti gli altri. Chi non ha possibilità (per impegni di lavoro o familiari) di seguire le relazioni con un produttore si occupa di altri servizi per il gruppo: ad esempio c'è chi gestisce la cassa (vedi sotto), chi si occupa del trasporto, etc. Questa scelta ci permette di: non avere ricarichi di costo rispetto al prezzo pagato al produttore (ciascuno ci mette la sua parte come disponibilità di tempo, di benzina, etc), essere tutti partecipi delle scelte e condividere gli eventuali problemi che si dovessero creare, conoscerci e costruire un rapporto di fiducia reciproca che ci consente di essere piu' aperti nelle scelte.
Per ogni produttore esiste quindi un responsabile che tiene i contatti con il produttore, seguendo l'intera filiera di acquisto: dalla messa a punto/aggiornamento della lista dei prodotti disponibili con il relativo prezzo, alla raccolta dell'ordine del gruppo, alla trasmissione dell'ordine al produttore, al pagamento, alla consegna della merce.
La merce può venire consegnata dal produttore presso la casa del responsabile (o presso la casa di un'altra famiglia del gruppo), oppure il responsabile può recarsi presso l'azienda del produttore e trasportarla presso il luogo di consegna concordato.
Altri GAS utilizzano come luogo di consegna della merce la sede di un'associazione amica, oppure un "negozio" (ad esempio una bottega del commercio equo e solidale) o un "deposito" convenzionato con il fornitore che è disponibile a farsi carico della logistica in cambio di un piccolo ricarico sulla merce gestita, oppure possono decidere di acquisire e/o mettere in comune un magazzino a questo scopo.
I vari responsabili gestiscono ciascuno in modo autonomo gli ordini verso il "loro" produttore; la cadenza dell'ordine viene concordata con tutti i partecipanti al gruppo, sulla base delle esigenze comuni. Ciascun responsabile fa conoscere per tempo agli altri membri del gruppo: la data entro la quale è necessario ricevere gli ordini, il giorno di consegna della merce; l'eventuale rinvio dell'ordine se non si è raggiunto il quantitativo minimo.
In una città come la nostra, molto estesa e dispersiva, gli spostamenti per la raccolta del denaro e per la distribuzione della merce rappresentano un problema non trascurabile. Inoltre la scelta di tenere le nostre riunioni mensili nelle nostre case e di non appoggiarci a sedi esterne per il deposito e la distribuzione della merce, pur favorendo la convivialità e la condivisione, ci ha imposto nel tempo di mantenere ridotto il numero di persone che partecipano attivamente alla vita del GAS.
Per tentare quindi di favorire l'accesso a nuove persone interessate, abbiamo deciso di organizzarci in sottogruppi, istituendo per ciascuno un referente. Questi raccoglie gli ordini (e successivamente distribuisce la merce) per un gruppo di persone che hanno facilità ad incontrarsi (ad esempio perché abitano nel medesimo territorio) e di cui si fida (amici, parenti), per cui può anticipare dei soldi o ricevere dei soldi in anticipo. Il referente del sottogruppo che agisce nel GAS come un singolo partecipante che quindi va alle riunioni, ordina merce, anticipa il denaro, ritira la merce.
Naturalmente nell'ambito di un gruppo la figura del referente può ruotare, in modo da permettere la partecipazione a tutti e, di contro il non pesare eccessivamente sempre sulla stessa persona.
Una volta che il sottogruppo si è solidamente costituito e i suoi componenti decidono di condividere completamente l'esperienza del GAS, il sottogruppo è pronto per staccarsi per dare vita ad un gruppo autonomo. Così ad esempio è avvenuto con il gruppo di Prati che oggi è attivo con il nome di Punto GAS Prati.
Per i pagamenti usiamo una cassa "comune": ciascun membro del gruppo ha un proprio conto (gestito in un foglio elettronico che viene aggiornato ogni mese e inviato a tutti per controllo) su cui vengono registrati tutti i movimenti, sia quelli a debito per i prodotti acquistati per se', che quelli a credito per i prodotti acquistati per il gruppo. In occasione delle riunioni mensili chi deve ripianare un eventuale debito lo fa. Questo ci permette di limitare i conteggi e il passaggio dei soldi, visto che comunque ciascuno ha la responsabilità di pagare un dato produttore per tutti gli altri.
Poiché il GAS non è un "supermercato" o un "negozio", alcune regole vengono imposte sulla quantità degli ordini da effettuare. Queste regole aiutano a semplificare la gestione e/o a raggiungere prezzi ragionevoli da parte dei produttori, che trattano quantitativi ingenti di merce.
Anche se queste regole in qualche caso potranno sembrare fastidiose, bisogna tenere conto delle finalità del GAS che non sono quelle di puro consumo di cibi e merce "buoni", ma di operare verso una diversa struttura economica in cui una parte (piccola) delle comodità viene sacrificata in favore di una serie di benefici (grandi) personali e per la società in generale.
Prodotti a "colli" (minimo per persona)
In genere i produttori richiedono che la merce venga ordinata a "colli" (un numero di confezioni pari in genere a 10 o 12). È quindi necessario che gli ordini del sottogruppo siano effettuati per "colli". Sarà cura di ciascun referente fare in modo che nell'ambito del gruppo si raggiunga un accordo sui tipi di prodotti da ordinare in modo da raggiungere le quantità necessarie, piuttosto che "disperdere" gli ordini e, alla consegna, che il contenuto dei colli venga poi spartito tra i vari componenti.
Se un componente di un gruppo ordina quindi meno di un collo, potrà succedere che il prodotto non venga ordinato perché nell'ambito del gruppo non si è raggiunto un "collo" intero.
Nei casi pratici (ad esempio un ordine di 3 colli e mezzo), il referente potrà gestire come meglio crede la distribuzione: in difetto (se decide di ordinare 3 colli) o in eccesso (se ne ordina 4). In tal caso il componente del gruppo dovrà essere disponibile ad accettare una variazione del suo ordine.
Quantitativi per produttore (minimo per ordine)
In genere i produttori richiedono che ciascun ordine superi un certo quantitativo perché sia conveniente per loro soddisfarlo e inoltre, per quanto il più locali possibile, chiedono il pagamento del trasporto. Generalmente, se i colli ordinati superano un certo numero, il costo unitario della merce è molto inferiore, e anche il costo del trasporto è quasi completamente ammortizzato o addirittura gratuito.
Se l'ordine a un certo produttore complessivamente non arriva alla quantità necessaria ad ammortizzare i costi del trasporto o il quantitativo minimo richiesto da un produttore per l'accettazione, il responsabile dell'ordine potrà decidere di non effettuarlo. In questo caso si dovrà attendere che un numero sufficiente di persone si aggreghino per far aumentare i quantitativi fino a raggiungere il minimo necessario.
In alternativa, se il produttore accetta, il responsabile dell'ordine può decidere di effettuare l'ordine comunque e, in tal caso, il costo maggiore derivato da un raggiungimento di "quote inferiori" oppure di una ridistribuzione dei costi di trasporto sulla merce, verranno caricati sui singoli ordini.
In ciascuno di questi casi il componente del gruppo dovrà accettare o una variazione della consegna o una variazione di prezzo del suo ordine.
Variazione d'ordine
In alcuni casi i produttori sono veramente piccoli e non è affatto detto che i prodotti ordinati siano tutti disponibili al momento dell'ordine. In alcuni casi quindi il prodotto non verrà ricevuto, in altri si riceverà il prodotto disponibile che più si avvicina a quello richiesto, e quindi chi ha ordinato il prodotto dovrà accettare il cambiamento.
Può succedere, inoltre, che alcuni produttori abbiano difficoltà a confezionare prodotti in maniera "flessibile e precisa". Così potrebbe capitare che, avendo chiesto mezzo chilo di formaggio, se ne ricevano invece 600 grammi o 450. In altri casi la quantità precisa potrebbe essere impossibile da determinare a priori. Ad esempio nel caso in cui si sia ordinato un pollo da un chilo si riceverà quello che più si avvicina, ma evidentemente è impossibile soddisfare esattamente la richiesta.
D'altronde anche quando il salumiere sta affettando un etto di crudo ci si può trovare di fronte alla domanda: "sono 170 grammi, che faccio: lascio?"
Pagamento
Per evitare che il responsabile dell'ordine debba anticipare grosse cifre è talvolta necessario reperire in anticipo il denaro necessario al pagamento. Il meccanismo da noi utilizzato per la gestione della cassa consente in alternativa che il pagamento venga effettuato non dal responsabile dell'ordine, ma dalla persona del gruppo che abbia la disponibilità o che si trovi a dover ripagare un precedente debito verso il gruppo.