E’ un metodo di
confronto e dibattito “on-line” attraverso il quale si attua il pensiero
lillipuziano “si agisce su ciò che ci unisce, si ricerca su ciò che
divide”.
Serve per ottenere documenti
di base che siano condivisi all’interno della rete,
ovvero esaminati (e aggiustati) da molti membri, raccogliendo un significativo
grado di consenso.
I lunghi discorsi vanno destrutturati
in semplici e trasparenti “bolle” di idee. Ogni bolla non dovrebbe
contenere più di una idea Se durante il dibattito questa idea incontrerà
l’accordo di molti, allora la bolla emergerà dal mare delle altre,
mentre le idee su cui non ci sarà consenso provocheranno lo scoppio della
bolla e l’idea sarà affossata.
Per la costruzione dei
documenti condivisi ci si ispira al Metodo del Consenso.
La fiducia che i
membri ripongono nel gruppo dà la misura della qualità delle
relazioni. Questo aspetto così poco misurabile si rispecchia nel grado di consenso
di fondo che il gruppo riesce ad ottenere tra i suoi membri e di riflesso
nella qualità dei risultati.
Il consenso di fondo si
contrappone al dissenso, inteso come qualcosa di molto forte che
si riferisce quindi non solo al livello dei contenuti, ma anche al livello
della relazione. Il dissenso inteso in questo modo è quindi in
definitiva una dichiarazione di sfiducia.
Invece della
contrapposizione consenso/dissenso il metodo evidenzia il grado di accordo
e l’impegno con cui ogni componente del gruppo può modulare la propria
posizione.
Una posizione di consenso che contempla sia
l’accordo totale che l’accordo parziale, entrambi sostenuti da un impegno pieno
(nei limiti delle nostre personali possibilità).
Una posizione di accordo condizionato che
rappresenta un consenso sostenuto, nonostante il disaccordo su alcune questioni
anche importanti, da un impegno pieno, salvo condizioni poste inizialmente e
che possono richiedere una verifica nel tempo.
Una posizione di disaccordo costruttivo dovuta ad una
serie consistente di critiche e di idee divergenti sulla questione in oggetto,
ma allo stesso tempo accompagnata da una comprensione delle ragioni che hanno
portato altri appartenenti del gruppo a quelle conclusioni che pur non
condividiamo. Tutto questo evita quindi la “rottura” e può portare ugualmente
ad un impegno, anche se minimo e condizionato al verificarsi di precise condizioni per la sua realizzazione .
Una posizione di dissenso caratterizzata da un
fortissimo e insanabile disaccordo che non solo fa cadere a zero l’impegno nel
sostenere il progetto (o comunque l’oggetto della discussione) ma porta ad una
decisa dissociazione dal gruppo su questo argomento.
Bolle PRINCIPALI e bolle
ALTERNATIVE. Tutte
le bolle di un documento appena presentato sono chiamate BOLLE PRINCIPALI del
documento. Durante la fase di discussione ogni lillipuziano, oltre a esprimere
il grado di consenso, può proporre, per ogni bolla principale (eccetto la
prima) un’altra BOLLA ALTERNATIVA, che viene valutata dagli altri lillipuziani
al pari di quelle principali. Se una bolla alternativa raccoglie più consenso
della bolla principale, viene a “galla” e sostituisce a tutti gli effetti
quella originaria. Le bolle non condivise, al contrario, “affondano” verso la
fine della lista delle alternative.
La STORIA vissuta da ogni BOLLA
durante la discussione viene SINTETIZZATA da quattro proprietà che chiameremo COLORE,
DENSITA’, VOLUME e TEMPERATURA della bolla.
Il COLORE indica il grado di consenso raggiunto fino a quel momento. E’
costituito a sua volta da diversi valori che sintetizzano il feedback sul
concetto espresso nella bolla stessa:
La DENSITA’ indica il grado di impegno che si è raccolto attorno
all’idea espressa dalla bolla fino a quel momento. In pratica è l’indicatore
che dice su quanta forza lavoro si può contare.
Il VOLUME indica la quantità di pareri
espressi,
dando così un indice sulla robustezza del giudizio accumulato.
La TEMPERATURA è un indicatore che ci
dice quanto
la bolla è al centro dell’attenzione dei lillipuziani. Un po’ come se la bolla si scaldasse”ogni
volta che raccoglie un feedback da un lillipuziano, per poi raffreddarsi
lentamente col passare del tempo. La temperatura è indipendente dal grado di
consenso che la bolla sta ottenendo.
bolla “calda” bolla “tiepida” bolla “normale” bolla “fredda” bolla “ignorata” .